L’edificio e tutte le attività in esso operanti, segnano quindi un punto di arrivo, raggiunto attraverso lunghissime tappe, di un itinerario vissuto all’interno della Comunità Parrocchiale, con l’impegno di attuare  le idee e le direttive del Concilio Ecumenico Vaticano II, e  della Chiesa  Universale, calata nella chiesa diocesana e nella parrocchia.

 

         Già da molti anni, nella stessa Comunità si attuavano tutte le attività, ispirandosi all’invito che Gesù Cristo rivolge ad ogni uomo, chiamato liberamente a seguirlo nel ministero che Lui stesso  ha lasciato alla Chiesa, nel  cui ambito ogni credente, in virtù del sacramento del battesimo, ha il diritto, ma anche il dovere di mettere a disposizione della comunità i carismi di cui è dotato.

 

 

         La consapevolezza di questa verità fondamentale, dopo lunghi anni di esperienza, è servita a  far maturare in tutti i fedeli  la convinzione di sentirsi soggetto autentico ed attivo nell’ambito della comunità, secondo lo spirito della “Cristifideles laici”, studiata e meditata per lungo tempo, e da cui  nel 1994 è nato il piano pastorale,” Crescere nella fede per essere Chiesa che evangelizza nella carità, costruito con la partecipazione di tutte le componenti della parrocchia e fatto pervenire singolarmente  in tutte le famiglie.
Prima della stesura, il piano pastorale veniva presentato, nel mese di novembre del 1993, sul periodico “Presenza”, organo dell’associazione omonima che già era operante da diversi anni. E’ importante riportare integralmente alcune espressioni significative in esso contenute:

 

 

         Si tratta, prima di tutto, di capire a che punto siamo nel nostro rapporto con Cristo, quanto spazio nella nostra persona, nei nostri interessi e nel nostro tempo siamo finalmente disposti a dedicarGli, o forse sarebbe meglio dire quanto Cristo si è impossessato della nostra vita, perché tutto sia vissuto, giudicato ed amato come Lui stesso ci ha insegnato a fare. Da una risposta positiva a questo rapporto, nasce il nostro sentirci in comunione con tutti coloro che camminano nelle fede e con tutti coloro che per vocazione sono chiamati ad una scelta di fede, ma sono ancora lontani teoricamente o praticamente, in quanto vivono nella Chiesa un rapporto di tipo tradizionalistico e spesso formale.

         Luogo di incontro e di espressione dei nostri rapporti con Dio è la Parrocchia, nel cui ambito, come in una famiglia, ognuno deve sentirsi parte integrante, soggetto ed oggetto di diritti, ma soprattutto di doveri.
Per tanto tempo la Chiesa è stata concepita come un “fatto” riservato ai preti o al massimo ad alcune persone privilegiate. Il perpetuarsi di questa mentalità significa ghettizzare la storia di Dio e restringere i suoi interessi di amore verso tutte le creature umane, senza alcuna distinzione di classe sociale, di cultura o di capacità, anche morale.
Perché tutti i fedeli possano esercitare questo servizio ed osservare questo dovere, abbiamo pensato alla stesura di un piano pastorale parrocchiale in cui, mentre si evidenziano le vie fondamentali della formazione teologica e pastorale, si individuano concretamente gli spazi operativi in cui ognuno può trovare la propria collocazione, tendendo conto anche del nostro contesto sociale.


         La Chiesa Parrocchiale è il  luogo della Preghiera  e della celebrazione Eucarestica,dove ogni credente insieme all’intera comunità, superando ogni atteggiamento intimistico, esprime attraverso la liturgia il suo rapporto con Dio  e con i fratelli, sentendosi parte integrante e soggetto attivo di tutta la comunità.
         Per tanto tempo, purtroppo, la Chiesa è stata concepita come un “fatto” riservato ai preti o al massimo ad alcune persone privilegiate; il perpetuarsi di questa mentalità significa ghettizzare la storia di Dio e restringere i suoi interessi di amore verso tutte le creature umane, senza alcuna distinzione di classe sociale, di cultura o di capacità, anche morale.