Da parecchi anni un gruppo numeroso di  volontari opera all’interno del carcere e superando opposizioni, difficoltà,  ostacoli  burocratici ed istituzionali, organizza corsi di recupero e formazione scolastica per i detenuti, con l’intento vero di cercare un dialogo ed un’apertura verso quell’umanità complessa e spesso rifiutata.

 

Vi partecipano circa venti persone regolarmente autorizzate dal ministero della giustizia, ex articolo 78 dell’ordinamento penitenziario, che tendono a dare un sostegno morale ai detenuti, garantendo l’ospitalità a tutti coloro che vengono affidati all’Associazione per usufruire di permessi o scontare pene alternative concesse dall’autorità giudiziaria competente. Con visite periodiche all’istituto di pena organizza attività culturali e ricreative, in collaborazione con i dirigenti dell’area educativa, mentre è di valido aiuto al cappellano con corsi sistematici di catechesi e di sostegno alla liturgia, soprattutto nei tempi forti, in preparazione al S. Natale ed alla S. Pasqua.

Si propongono  attività culturali, sportive e di integrazione sociale e lavorativa.
Le attività di  vanno inserite in un programma di trattamento elaborato dagli operatori dell’aria educativa e dal Cappellano dell’istituto, che avranno il compito del coordinamento e del controllo, secondo le direttive impartite dalla Direzione, in riferimento ai tempi  ai modi del sevizio secondo le esigenze delle varie sezioni e delle singole persone ristrette.

Oltre alle attività intramurarie in cui l’Associazione “Presenza” ha operato nel passato con molteplici attività soprattutto di carattere culturale e parascolastico, particolare attenzione sarà rivolta all’esterno con un’opera di sensibilizzazione della società civile, attraverso l’organizzazione di convegni o altre utili iniziative, l’assistenza alle famiglie dei detenuti e l’impegno tendente  al loro reinserimento sociale.
In maniera specifica, tenendo conto delle competenze e della disponibilità di tempo degli operatori volontari si opera organicamente secondo il seguente programma:

    1 – Collaborazione col Cappellano:

A –  Incontri di catechesi sistematica per le diverse sezioni.(pomeriggio ore? Per ogni sezione)
B –  Partecipazione ed animazione della S. Messa  (Lunedì, Martedì, Mercoledì, Sabato 0re 9,30)
C –  Attività liturgiche specifiche nei tempi forti dell’anno liturgico
D – Preparazione ai Sacramenti dei detenuti che ne fanno richiesta

    2 –  Collaborazione con gli educatori

A – Attività Culturale:  

– Istituzione di corsi eventualmente in preparazione, eventualmente, agli esami di scuola superiore
– Corsi di inglese
– Corso di letteratura
– Eventuali altre attività da programmare, secondo le esigenze dei reclusi e le indicazioni della Direzione
– Corso di informatica
– Cineforum ( nel caso in cui la popolazione fosse disponibile o ne sentisse l’esigenza.
– Consulenza su particolari argomenti o esigenze.

B – Attività Ricreativa:

-Laboratorio di ceramica,
disegno,
pittura
artigianale
Mostra conclusiva dei manufatti, il cui incasso potrebbe essere devoluto ad una casa famiglia di bambini Albanesi che sorge in Tirana, o ad altre iniziative scelte dagli stessi detenuti.

C – Attività sportive:

–    Torneo di calcio tra squadre interne o esterne
–    Organizzazione di qualche evento particolare con la partecipazione di personaggi significativi.
–    Assistenza arbitrale durante le comuni attività al campo sportivo
–    Torneo di calcetto o di altro

D – Attività Caritativa Assistenziale

–    Istituzione di un deposito di biancheria per detenuti poveri e distribuzione della stessa
–    Attenzione particolare a chi versa in particolare grave stato di bisogno
–    Assistenza alle famiglie dei detenuti

E – Giornale: potrebbe essere uno strumento di coordinamento e di dialogo col mondo esterno e soprattutto con tutti gli operatori. E’ necessario istituire un comitato di redazione diretto dal direttore con cui collaborano strettamente gli educatori, gli operatori scolastici e gli stessi detenuti che potrebbero curare le varie rubriche di cui si compone il giornale.


Accoglienza detenuti in permesso

Tra le attività più significative, l’accoglienza delle persone recluse meritevoli di permessi premio nella nostra struttura, è quella maggiormente apprezzata non solo dai detenuti e dalle loro famiglie che ricevono un’accoglienza familiare ed amichevole, ma anche dagli stessi soci dell’Associazione che hanno modo di conoscere una realtà, quella delle persone recluse, per molti aspetti, misteriosa.
Si tratta di persone che, anche dopo una lunga carcerazione hanno avuto modo di rivedere la propria vita, attraverso un percorso rieducativi e socializzante, sotto la guida degli operatori penitenziari, guidati e controllati dalla magistratura di sorveglianza, a cui compete dare l’ultima parola, non solo sull’opportunità di concedere il permesso, ma anche sui tempi e sui modi dell’attuazione.
All’Associazione compete il ruolo di accoglienza e di collaborazione perchè, attraverso il respiro di un’esperienza accompagnata e sorretta dallo spirito di carità, e soprattutto di legalità, il detenuto meritevole del “premio” capisca ed accolga i valori alternativi alla violenza ed alla illegalità, convincendosi che in ogni caso è preferibile collocarsi dalla parte del bene e delle istituzioni, nel cui ambito c’è ampio spazio per il bene proprio e della propria famiglia, senza rivolgersi al mito delle istituzioni che del sopruso fanno l’apologia, rendendosi tuttavia conto che prima o poi, oltre a creare danni al prossimo, rimangono tragicamente vittime di se stessi.