Fede e Vita

In una dimensione di fede, e nel contesto della Parola di Dio, le azioni o meglio le opere, rappresentano una necessità per sperimentare la validità  della stessa esistenza umana e cristiana, come afferma l’Apostolo S. Giacomo (Gc 2.24).  chi possiede la fede, d’altronde, sente necessariamente l’esigenza di agire”, in quanto essa stesa, senza le opere è morta”

 

      tramonto visto dal parco del Centro “Presenza”

 

         Sulla base di queste idee, è nato uno statuto aperto ad una molteplice serie di esigenze o emergenze sociali, ritenuto comunque e  sempre in condizione di essere rivisto per adeguarlo alle novità di una storia che cammina ed alle capacità dello stato di rispondere alle emergenze.
La nostra attenzione è stata rivolta ai disabili ed alle persone anziane, con la creazione di un centro a loro destinato, proprio perché  concretamente  ci si è resi conto che tutte le esigenze scaturite dalla conoscenza dei loro reali bisogni, in nessun modo potevano essere soddisfatte dalle strutture presenti sul territorio.
Partiti con entusiasmo e quasi consapevoli di compiere gesti meritevoli, ci si rende sempre più conto di come tutte le analisi, secondo cui nel nostro contesto culturale, rischiano di bloccare anche le nostre iniziative, e ciò per un diffuso senso di gelosia, di diffidenza, di interessi economici personali o di gruppi di potere.

 

angolo del parco del Centro  “Presenza” 

 

         E nonostante tutto, sia pure con grande sofferenza e fatica ancora ci siamo ed intendiamo continuare ad esserci con attività anche nuove per migliorare la vita delle persone disabili ed anziane che abbiamo accolto, rendendole il più possibile protagoniste e garantendo al massimo la loro integrale dignità di uomini e di figli di Dio.

 

tramonto sulla Costa Viola 

 

         Riteniamo utile, a questo punto, presentare le varie attività nelle articolazioni funzionali e strutturali attuali, evidenziando, comunque, attraverso l‘esposizione delle esperienze e di alcuni scritti con cui i volontari fin dal 1978, hanno iniziato il loro itinerario di formazione e di impegno, le tappe salienti di un progetto diventato oggi realtà nell’apposita sezione “La Storia”

 

Riconciliazione

         Il tema della  riconciliazione ha accompagnato anzi, ancora prima, ha ispirato tutte le attività della nostra Associazione fin dalle origini.
Il punto di partenza per la validità della stessa esistenza è la coerenza con il proprio essere uomini e soprattutto cristiani.
Ci siamo resi conto che molte verità abitualmente si ritengono scontate, hanno invece bisogno di essere ancora conosciute ed amate fino farle diventare convinzioni, vissute e sperimentate nell’esistenza di ogni giorno.

 

Ogni uomo,  soprattutto  quando decide di mettersi alla sequela di Cristo, prendendo coscienza della propria dignità e della dignità dell’altro come figlio di Dio, non può non sentire il  dovere di occuparsi dinamicamente del proprio simile, ritenendolo prossimo e fratello.

         L’esigenza di autenticità sconvolge i quadri di giudizio e, soprattutto il modo di rapportarsi con chi vive accanto a noi, essere più che apparire, è fondamentale in un mondo in cui si è costretti e si costringe il proprio simile ad usare la maschera dell’ipocrisia e dell’indifferenza.
Essere presenti a tutti i costi, è diventata così una cultura dominante, in cui le strutture o le azioni, diventano la conseguenza della mediazione di questi principi  per un servizio sempre nuovo e particolarmente nei settori di maggiore bisogno e di emergenza sociale.
Tutto questo è riconciliarsi con l’essenza dello stesso  cristiano al cui fondamento, come ripetutamente si è detto, sta il comandamento della Carità.
Perseverare su questo itinerario, nel contesto di una revisione o riconciliazione permanente, implica la necessità di porre attenzione, prima di tutto, a se stessi, al pericolo delle abitudini, al serpeggiare dello spirito di un mondo che sta sempre in agguato e, senza recriminazione, far fronte ad uno Stato che purtroppo continua a restare indifferente, o addirittura rischia di affossare quanto di buono ci si propone di fare, a causa  di una burocrazia complessa quanto assurda.
Sulla base di queste convinzioni, è necessario passare dalle parole e dalle manifestazioni di piazza, ai fatti anche nel  settore della riconciliazione sociale, in un contesto come il nostro segnato, tragicamente, dalla violenza.

Le analisi che anche da parte dello stato segnalano la necessità di combattere le vendette ed i soprusi non solo con la repressione ma anche con l’impegno di proporre una cultura alternativa, cominciando dai bambini e garantendo un posto di lavoro ai giovani,  facilmente preda delle organizzazioni criminali, non ci possono lasciare indifferenti.
Siamo sicuri di essere sulla strada giusta e siamo certi dell’aiuto della grazia di Dio, ma siamo anche consapevoli che oltre al denaro ci sia bisogno di credere ed operare con noi stessi e tra noi stessi.  Risuona l’eco di Cristo dell’Apostolo Paolo e  di S. Francesco di Paola, patrono e conoscitore di questa nostra terra di Calabria Benedetta e Amara:
“perdonatevi, perdonatevi fino a dimenticare le offese ricevute”.