Centro Diurno di Accoglienza per Anziani

 

Identità:
Centro di aggregazione sociale, di partecipazione e socializzazione, a carattere integrativo, di sostegno alla vita domestica e di relazione, finalizzato a favorire il rapporto di comunicazione interpersonale e le attività ricreative e culturali.

Finalità:
Togliere l’anziano dallo stato di solitudine;
stimolarlo ad essere soggetto attivo nella società
stimolare la società e la Pubblica Amministrazione all’attenzione verso l’anziano.

Destinatari:
anziani e anziane

Attività:
ricreative e culturali  –  teatrale e musicale – visite guidate
preghiere e celebrazioni liturgiche  –  incontri con specialisti sanitari

Il Volontariato “Presenza”  si propone di diffondere una nuova mentalità nei confronti degli anziani, facendo conoscere ai giovani, alle istituzioni ed in genere alla popolazione le problematiche relative a questa fascia di età, che viene facilmente emarginata.
L’Associazione  favorisce al massimo il collegamento con le diverse comunità di appartenenza (famiglia – parrocchia – territorio) per sottrarre l’anziano all’abituale senso della solitudine
Tra i tanti servizi di volontariato, ve ne è uno istituito e finalizzato a favorire il rapporto di comunicazione interpersonale e le attività ricreative e culturali.


In primo piano il direttore sanitario del Centro “Presenza”, a pranzo con un gruppo di anziani

Il Centro Anziani, che ormai funziona a pieno ritmo è nato da un’esigenza registrata oltre venti anni fa quando, ai vari servizi di assistenza seguiva la necessità di trovare una collocazione logistica alle persone anziane sole e soprattutto non autosufficienti.
Di fronte alla carenza delle strutture necessarie, ma prima ancora  di fronte ad un’esigenza di servizio verso molte persone anziane  emarginate, si è cominciato  a creare il primo gruppo di volontariato che nel tempo è andato crescendo, trasformandosi secondo le esigenze emergenti, in strutture più adeguate e con obiettivi che all’epoca potevano suonare come utopia.

Per dare il senso dei primi passi che si sono mossi fin dal 1975, in seguito pubblicheremo alcune riflessioni di alcuni operatori che indubbiamente possono servire come riflessione sul cammino percorso e per renderci conto di come la maturità e la convinzione di chi crede può realmente trovare un riscontro operativo tra le idee, i  progetti e la realtà.
La sigla con cui già nel 1979 si presentano i primi volontari è il V.A.M. (Volontariato Assistenza Malati),  dalla denominazione si riesce facilmente ad individuarne le finalità e le persone cui il gruppo ha inteso porgere le proprie attenzioni e le proprie premure.
Sono gli anni in cui si evidenziano le carenze delle strutture sanitarie ed il Volontariato, spinto dall’idea e dall’impegno di operare verso le particolari emergenze sociali, individua nell’ammalato ricoverato in ospedale e soprattutto in quello residente da solo nella propria casa, l’attività più urgente.
Gli incontri tra i pochi volontari, che avvenivano nei locali molto angusti della Parrocchia, erano finalizzati a programmare le visite in ospedale, individuare le persone sole a cui prestare il proprio servizio, con visite frequenti per colmarne la solitudine e portar loro conforto fisico e materiale, con attività che andavano dal comprare le medicine all’aiuto nella consumazione dei pasti e, in qualche caso, nei servizi domestici.

Le motivazioni di fondo nascono dalla convinzione che l’esercizio dell’amore e della carità verso il prossimo non è solo un enunciato teorico, ma deve essere realmente vissuto ed esercitato.
Molto significativa in questa prima fase è stata la presenza dei volontari in ospedale durante un periodo di sciopero del personale ausiliario, in cui, oltre ai servizi di prima necessità (riordinare le camere e i letti, curare l’igiene delle persone) il V.A.M. ha offerto un indispensabile sostegno psicologico agli ammalati altrimenti lasciati a se stessi.
Il passaggio dai malati agli anziani

è stato del tutto naturale, per il fatto che una delle malattie della vecchiaia è la solitudine, che spesso si accompagna alla sofferenza fisica, ma che può esserne anche la causa. In questa nostra società, in cui chi non produce viene emarginato, non è raro trovare persone anziane che cercano compagnia, magari all’aperto, senza badare alle condizioni atmosferiche più o meno avverse.

Per alleviare questa solitudine s è pensato di mettere a disposizione di anziani e anziane un piccolo locale della vecchia costruzione accanto alla Parrocchia, dopo averlo restaurato alla meglio, e di affidarlo per la gestione ad un piccolo gruppo degli stessi anziani, era il novembre del 1993.
Quel piccolo gruppo si diede da fare e presto molti altri anziani si aggregarono per giocare a carte e soprattutto per conversare fra di loro.


gioco a carte                                                      conversazioni in gruppo

A poco a poco si organizzarono in gruppo  e, animati e da alcuni volontari, cominciarono a prendere parte alle funzioni liturgiche ed alla vita della comunità Parrocchiale.

funzioni liturgiche

nel Duomo di Reggio Calabria                                   nella chiesetta del parco

Contemporaneamente si aggregarono anche alcune signore anziane, sostenute, finché, con la realizzazione del Centro Presenza, furono loro assegnati i locali adeguati dove hanno preso a riunirsi sempre più frequentemente e ad organizzarsi in gruppo, denominato:

“Centro Diurno degli Anziani”  

passeggiate in città

passeggiata nel parco


… e poi rientro a casa