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SANITA’ ED ECCELLENZE IN CALABRIA

SANITA’ ED ECCELLENZE IN CALABRIA

Ogni convegno, partendo dal termine convenire, ha un senso ed un significato importante non solo nel contesto della celebrazione, ma anche e soprattutto nella prospettiva delle attività da mettere in atto.

E per quanto riguarda la sanità del territorio, ritengo non siano più sufficienti le manifestazioni di piazza da nessuno tenute in considerazione e purtroppo il grido di dolore e di angoscia che ogni giorno sale dalle vittime e dalle sofferenze che ormai i capi, staccati e lontani dalla gente, continua a vivere nella propria domus eburnea senza mai ascoltare o dare risposte.

Sono felice di rendere omaggio, stasera, a tutti gli illustri medici e professionisti della nostra terra, che sono presenti sul palco, e che però per il loro valore culturale e professionale, sono scappati e scappano dalla nostra terra per dare lustro a strutture che noi non abbiamo, ma che hanno le altre regioni, per tornare invece periodicamente a servire coloro che hanno la possibilità di rivolgersi alle strutture private.

La loro presenza e la loro collocazione in Italia, ma penso di poter dire in tutto il mondo, credo sia segno di come, in questa nostra terra di Calabria, che io ormai definisco sistematicamente benedetta e amara, fioriscono persone straordinarie ed eccellenti, che solo grazie alle loro famiglie hanno potuto formarsi in strutture universitarie, anch’esse lontane dalla Calabria ,grazie anche e soprattutto alle loro famiglie, che con coerenza e spirito di autentico sacrificio hanno reso possibile la loro formazione e la loro così “chiamata carriera”.

Parlare di eccellenza riferite alle illustri personalità presenti e non, mi pare quindi del tutto logico ed è motivo di grande soddisfazione, considerando come molte strutture nel nord e come ho detto nel mondo, diventano veramente eccellenti e punto di riferimento anche, purtroppo, per gran parte della popolazione calabrese che parte alla ricerca della speranza.

E’ ormai una prassi consolidata quella di un’emigrazione sanitaria, che io reputo ingiusta e scandalosa dal punto di vista morale e sociale, ma anche dal punto di vista giuridico, stando al dettato dell’art. 32 della nostra costituzione, secondo cui: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’ individuo ed interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”

In questo contesto e per questa prassi la cura della propria malattia diventa possibile solo a chi ha disponibilità economiche, senza pensare alle enormi spese alle quali le nostre ASP devono andare incontro, aumentando i deficit incolmabili che crescono quotidianamente a dismisura.

Di fronte a queste situazioni, partendo anche dal presupposto di quando la costituzione afferma nel citato art.32, secondo cui la Repubblica garantisce il diritto del cittadino e della collettività alla salute, dovremmo concludere che ai diritti dovrebbero corrispondere doveri non solo morali o politici, ma anche di carattere giuridico, mancando le quali si incorre, per inadempienza della legge, anche nelle responsabilità penali che sono e devono essere sempre di carattere personale secondo me da individuare e perseguire per la loro incapacità e non tanto per la sola punizione che a me in verità interessa poco.

Questa analisi è frutto di un’esperienza quotidiana molto triste, per non dire tragica, se osserviamo lo sfascio del sistema sanitario calabrese. E le lacrime soprattutto dei più poveri e senza voce.

Esistono nei nostri pseudo ospedali (servizio delle Iene) e negli ambulatori dei medici di famiglia operatori che sono certo di potere definire non solo eccellenti, ma autentici eroi.

La cronaca ci parla di aggressioni a medici in servizio con azioni delinquenziali, ma spesso conseguenze di una forma di istigazione a delinquere.

Le medicine alla povera gente non vengono più assicurate, e mentre ai medici di famiglia, viene calmierata l’assegnazione degli stessi farmaci, per potere usufruire delle analisi di laboratorio bisogna fare la fila cominciando dalle quattro di mattina, fino ad arrivare ormai alla chiusura del laboratori stessi.

Se questa è la situazione, dopo aver celebrato le personalità, credo sia necessario passare alle proposte concrete, tenendo conto del disastro totale in cui versano le nostre ASP con deficit incolmabili, anche con la nomina sistematica di commissari, che stando all’esperienza, fino ad oggi, nulla sono riusciti a risolvere.

“Dum Romae consulitur, Seguntum expugnatur” (commenti)

Noi come volontariato abbiamo collaborato e collaboreremo a migliorare la situazione con una partecipazione fattiva, concreta ed anche economica, che sistematicamente, mi consenta, con indifferenza o addirittura arroganza viene respinta rifiutando qualunque forma di dialogo.

E’ il caso di chiedere secondo me anche in questa esperienza che viviamo stasera, soluzioni immediate per problemi che intaccano quello che è a livello europeo e mondiale, diritto inviolabile alla salute, in attesa della costruzione di un nuovo ospedale di cui si parla da oltre trenta anni e che per me ormai suona come mera utopia.

Don Silvio Mesiti

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