Ancora nessun commento

Riflessione domenicale

Anche in questa domenica Cerchiamo di cogliere il messaggio autentico del Vangelo e, dopo averlo capito e assimilato con la mente, cerchiamo di metterlo in pratica.
Per capirne il significato e il valore esistenziale “non siate solo uditori della parola di Dio ma come coloro che la mettono in pratica” perché da senso, significato e valore alla nostra vita, come dice San Giacomo.
Dopo la descrizione dei pensieri tristi del ricco che resta agitato perché non sa dove mettere i suoi beni, Gesù parla oggi ad un piccolo gregge, piccolo perché le masse quando il suo discorso diventa stretto e serio si allontanano da lui, ritenendo una proposta dura. Vendere i beni, come ci invita a fare il Vangelo, non significa vivere nella miseria, ma capirne il valore mettendole al servizio di quello che resta importante per la nostra vita e che coincide con lo stesso progetto di Dio incarnato in Gesù, verità, giustizia, carità e pace. Le 3 parabole che ci vengono proposte ci parlano del metodo con cui dobbiamo comportarci nella vita di fronte ai beni della terra e al prossimo.
Siate pronti, dice il Vangelo… Che significa continuare l’opera che Gesù ha realizzato e che ci ha affidato, con spirito di servizio pronti ad accogliere sempre tutti.
Non è quindi un richiamo alla morte, come abitualmente si vuol far capire, ma piuttosto un invito a stare sempre in posizione dinamica per lavorare.
SECONDO: siate pronti con le cinture ai fianchi e le lucerne accese, non abbiate le vesti libere per passeggiare .
Si intende: cingersi i fianchi come fanno le nostre mamme davanti ai fornelli e come fanno tutte le persone che si sentono impegnate al servizio del prossimo. È un invito a spendere la propria vita, consapevoli del ruolo che abbiamo di servire il padrone che è Dio presente in Gesù che si incarna in ognuno di noi, soprattutto dei più deboli e dei poveri. È grande, dice infatti il Vangelo, colui che serve perché imita Gesù, figlio di Dio.
TERZO:
“nell’ora che non pensate viene il signore.” Ancora una volta l’evangelista non si riferisce alla morte ma si riferisce piuttosto a tutti i momenti in cui veniamo sollecitati dalla vita, dalle situazioni comuni e, soprattutto dal prossimo. Non siate solo uditori della parola di Dio ma come loro che la mettono in pratica perché da senso, significato e valore alla nostra vita.
Gesù parla oggi ad un piccolo gregge perché le masse quando il suo discorso diventa stretto e serio si allontanano da lui, ritenendo una proposta dura.
Vendere i beni come ci invita a fare il Vangelo non significa vivere nella miseria ma capirne il valore mettendoli a servizio di quello che é importante che coincide col progetto di Dio.

Don Silvio Mesiti.

Invia un commento