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TERZA DI PASQUA

“E’ il Signore” sono le parole che il discepolo amato da Gesù dice a Pietro che ancora non si è accorto che la figura apparsa sulla riva del lago di

Tiberiade è il maestro. E’ come se mancasse a Pietro la chiave d’accesso a riconoscere Gesù. La vita, dopo la risurrezione, ha portato i discepoli al quotidiano, con le sue fatiche e i suoi fallimenti e vanno a pescare. L’impegno per l’annuncio non è ancora maturato. Ora Gesù è lì e Pietro, con il suo carattere impulsivo a volte lento a capire, è lì pronto a scattare, cingersi la veste, gettarsi in acqua, quasi per raggiungere Gesù e abbracciarlo. Pietro incaricato dal Signore di pascere il gregge: lo vediamo per tre volte, dopo il pasto in riva al lago, sentirsi domandare: ”Mi ami tu?, e lo vediamo rattristarsi per quella triplice domanda, che richiama esplicitamente il triplice rinnegamento.
La fede di Pietro ci interpella sulla nostra fede, sul nostro rapporto con il Signore Gesù. Noi viviamo nel tempo del Risorto: interroghiamoci su quanto sentiamo vivo il Signore nella nostra vita. Gesù non è un fantasma. Ogni domenica ci invita a mensa con lui, ad ascoltarlo, ad annunciarlo, a testimoniarlo con le opere. Ogni domenica ci invita a gettare le reti nel mare del nostro quotidiano, senza scoraggiarci dei fallimenti, delle difficoltà, del male che incontriamo. Lui è con noi. “E’ il Signore!”. Anche noi siamo chiamati a riconoscerlo ed essere suoi discepoli.
BUONA DOMENICA, BUONA SETTIMANA

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