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QUINTA DI QUARESIMA

Il vangelo oggi offre una testimonianza della novità del canto di Isaia, che risuona in questa domenica, di cui Cristo è portatore. Il suo incontro con la peccatrice e con coloro che si sono eletti suoi giudici lo dimostra. Qui Gesù viene chiamato a giudicare una donna colta in flagrante adulterio, perché Mosè aveva dato ordine di lapidare donne come quella. Ma a scribi e farisei non importava molto della donna, era solo una peccatrice, volevano solo vedere cosa avrebbe risposto Gesù, per metterlo alla prova. E lui continuava e a scrivere sul pavimento di pietra del tempio come Dio aveva scritto la legge su tavole di pietra. Poi esce con quella frase: ”Chi è senza peccato scagli la prima pietra!” Le parole di Gesù bloccano le braccia già tese, pronte a scagliare pietre, spinte da un presunto diritto al giudizio. Parole dure quelle del Maestro, più pesanti delle pietre, che ribaltano la logica consueta di giudici e giudicati. Ma chi di noi non ha peccato? Che conversione dobbiamo fare se riusciremo a non giudicare secondo le apparenze ma con profonda misericordia, mettendo al centro la persona. La scena finale ci lascia intravedere lo sguardo misericordioso del Signore che restituisce la dignità filiale alla donna:
“… nemmeno io ti condanno, va e non peccare più”. E questa è la grande vera novità: la liberazione di chi si sente accolto, perdonato e soprattutto di chi trova in Gesù un modello straordinario per imparare come accostarsi al fratello.
BUONA SETTIMANA

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