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TERZA DI QUARESIMA

Risuona oggi nel Vangelo, la parabola del fico improduttivo: un dialogo tra il padrone e il contadino dominato dall’attesa e dalla pazienza. Tra il Padre(il padrone) e il contadino(Gesù), si instaura un rapporto di intercessione per l’umanità indifferente e arida. Abbiamo presso il Padre un mediatore che tenta di annodare i fili di un dialogo che l’uomo ignora. Egli non vuole che il suo lavoro di “tre anni” sia inutile e supplica il Padre di attendere ancora un anno perché questo albero di fico, che è l’umanità, possa produrre frutti di amore e di giustizia.
L’urgenza di una conversione continua, è necessaria per superare momenti di infedeltà e indifferenza perché senza conversione la nostra vita spirituale è destinata a morire. E’ un cammino lungo e difficile ma è la pazienza di Dio che sollecita la nostra conversione. Noi siamo chiamati a vivere questo amore-pazienza nella nostra quotidianità rinunciando a piangere su quanto troviamo di negativo in noi e negli altri, sul male e sui fallimenti vivendo invece nella fiducia e nel perdono. Il fico che non dà frutti è l’immagine della nostra fede che non maturi frutti di carità e fratellanza. Cristo non ha permesso di tagliare una pianta a prima vista improduttiva, attende con la sua pazienza misericordiosa. Un germe di vita nuova è possibile ad ogni primavera.
BUONA DOMENICA

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