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SECONDA DEL TEMPO ORDINARIO

E’ come assaporare il gusto della festa quando si partecipa alle nozze di qualcuno a cui si vuole bene: il celebrare la gioia con gli sposi, l’incontrarsi con tanti amici, il piacere di stare a tavola insieme. A Cana Gesù è tra gli invitati e mi piace pensare che anche lui abbia condiviso questi atteggiamenti. Un modo di dirci che niente di ciò che è umano gli è estraneo e che lui c’è in tutte le occasioni di condivisione, ed è lì, anche quando qualcosa rischia di rovinare la festa. ”Non hanno più vino”. Lo sguardo di Maria attento, l’intuito di madre, sono il segnale della capacità di osservare, di percepire e intervenire presso Gesù. Non importa che Lui le dia una risposta che lascia sospesi, Maria va oltre, ordina ai servi di fare ciò che lui dirà. E Gesù trasforma l’acqua in vino, un vino buono, il vino nuovo. Il primo segno di Gesù che indica la presenza del Signore che rinnova ogni cosa e ci invita ad avere una fiducia sconfinata nella potenza divina. Il prodigio di Cana è anche frutto della intercessione di Maria. Lei dimostra che non solo può intervenire in nostro favore, ma che si interessa di noi perché ci ama con un cuore di madre.
BUONA DOMENICA

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